lunedì 22 dicembre 2014

Auguri

                                         Coprinellus sp.                          ©  Luciano Ponzoni
Un ultimo post per il 2014 per augurare Buon Natale e Buon Anno a tutti i lettori di AppuntidiMicologia.

A dire il vero non vedevo l’ora di arrivare a questo post: è stato un periodo impegnativo che mi ha portato spesso all’ultimo minuto nella pubblicazione degli articoli e alcune volte ad autocostringermi a scrivere per garantire ogni settimana l’uscita di un nuovo post... Ma ne è valsa la pena.

Grazie a tutti gli amici e a tutti i lettori che con i loro consigli, le loro richieste, le loro segnalazioni hanno contribuito a rendere interessante “l’avventura”  di AppuntidiMicologia.

Per non lasciarvi troppo soli in questo periodo di Feste, vi ripropongo alcuni post che ritengo particolarmente piacevoli:

Mitrula paludosa                            Nel Bosco per Marzuoli
Dumontinia tuberosa                     Colori naturali
Boletus calopus                            Exidia glandulosa
Lepista nuda                                 Pulcherricium caeruleum
Flammulina velutipes                    Vecchie Guide Indiane
Terfezia arenaria                           Il Primo non si scorda mai

Buon Natale, quindi, e buon Anno per ricominciare insieme un 2015 ricco di novità positive per tutti noi.


Ci risintonizziamo il 12 Gennaio 2015!
Stefano Balestreri

lunedì 15 dicembre 2014

Andar per boschi 3

Opere d'Arte

Terzo contributo, questa volta artistico, da parte dell'amico Luciano Ponzoni.

                                      Il Pechinese                                 ©  L. Ponzoni
Da qualche anno a questa parte i boschi mi attraggono per la possibilità che mi offrono di scoprire la loro vera essenza, cioè la natura in perenne trasformazione. 
Vuoi per il cambio delle stagioni che rende vistosamente mutevole l’aspetto delle piante, vuoi per i fiori spontanei che vivacizzano con le loro gradevoli forme e con la varietà dei colori il sottobosco per il breve periodo primaverile, vuoi per la salamandra o lo scoiattolo o il cervo volante che si presentano ai miei occhi quando meno me l’aspetto, ogni volta che muovo i miei passi in questo ambiente trovo motivo di soddisfare la mia sempre vigile curiosità. 
         Il San Bernardo      ©  L.Ponzoni
Anche i funghi giocano il loro ruolo in questo incessante divenire e sono per me motivo d’attrazione. Accanto agli aspetti e alle presenze ricorrenti e usuali, comunque mai uguali a se stessi, ci sono elementi costitutivi del bosco che calamitano la mia attenzione per  la particolarità, l’originalità delle forme e dei colori. 
Elementi unici e sorprendenti, tanto che meritano di essere fissati, hic et nunc, con uno scatto fotografico per poterli riassaporare in qualsiasi momento, anche a distanza di tempo. 

             Astratto     ©  L.Ponzoni
Certamente quando ci si imbatte in una di queste attraenti “creature del bosco”, che io chiamo “sculture”, la casualità e la fortuna giocano un ruolo importante, ma altrettanto rilevante è l’attenzione che si pone nell’osservare ogni angolo con lo scopo di scoprirle, come, del resto, succede al cercatore di funghi, quando è intenzionato a riempire il cestino di esemplari “interessanti”. “Sculture”, ma anche “quadri” che a volte sono solo nell’occhio e nell’interpretazione mia, ma dei quali io rimango stupito e affascinato. 

Ecco allora il “Pechinese” o il muso di un “San Bernardo” accanto a un “astratto”, dove l’effetto “artistico” è creato dalla luce che colpisce il ceppo in decomposizione. “Natura morta”, può pensare qualcuno vedendo queste immagini. Non ritengo appropriata questa definizione, perché nel bosco tutto è in divenire e fra qualche anno le attuali “creature” avranno certamente un altro aspetto per l’effetto “decomposizione”, mentre altri soggetti, altrettanto interessanti, faranno la loro comparsa. 

Oggi non c’è spazio per presentare le forme piuttosto singolari o “artistiche” che la Natura a volte riserva ai funghi, ma se Stefano avrà la bontà di ospitarmi ancora su questo blog, avrò modo di condividerle con i lettori. 
Luciano Ponzoni
Cita questa pagina:
Ponzoni L.. (2014. Dicembre).Andar per boschi 3. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2014/12/andar-per-boschi-3.html

lunedì 8 dicembre 2014

Calocera viscosa

                              Calocera viscosa                  © E. Pini
Ecco un altro fungo che ha le sembianze di una creatura degli abissi: se fosse posizionata in un acquario, la Calocera viscosa non sfigurerebbe di sicuro.

Basidiomicete saprofita a forma coralloide, cresce dall’estate al tardo autunno su tronchi ormai in decomposizione di abete rosso, ma non disdegna altre conifere.

                Calocera viscosa      ©  E. Pini
Solitamente di piccole dimensioni, difficilmente l’ho rinvenuta più alta di 15 cm; in compenso è molto variabile in larghezza. Come detto, ha forma coralloide ed è composta da diversi “rami” protèsi verso l’alto che terminano con due o tre piccole punte.

L’imenio è liscio ed è distribuito lungo i rami per la metà superiore, le spore in massa sono anch'esse gialle.

Il colore è di un bel giallo tuorlo o giallo cromo, a volte con sfumature arancioni.

Calocera deriva dal greco kalós = bello e kéras = corna, che ha belle corna, mentre è latino l’aggettivo viscosa = vischiosa, poiché al tatto risulta appiccicosa.

                            Calocera viscosa                © L. Ponzoni
Per questo secondo motivo, raccogliendola, sfugge tra le dita. La carne dapprima risulta tenace ed elastica, poi, con la maturità del fungo, tende ad indurirsi quasi come un corno.

Non solo le dimensioni e la crescita su legno la differenziano dai componenti del genere Ramaria e Clavaria, ma anche l’assenza di carne alla base e, naturalmente, la viscosità.

Nel Genere Calocera sono presenti altre specie tra cui va ricordata Calocera cornea, ancora più piccola, con un unico rametto che finisce a punta e che cresce su legno di latifoglia, e Calocera furcata, anch’essa ospite del legno marcescente di conifera, di piccole dimensioni, più claviforme, che termina con due o tre punte.

La viscosa è un fungo tossico che ha causato diverse intossicazioni gastrointestinali.

Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Dicembre).Calocera viscosa. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2014/12/calocera-viscosa.html

lunedì 1 dicembre 2014

Favolaschia calocera



Un piccolo alieno
 
                      Favolaschia calocera            ©  Lucio Brivio
Il ritrovamento, inusuale, di questo funghetto ha riempito la sede del gruppo micologico di particolare interesse, quasi fosse un extraterrestre. 

Segnalato ufficialmente per la prima volta nel 2002 in Liguria da Vizzini et altri (1), la
Favolaschia calocera arriva da paesi molto lontani. Descritto in Madagascar negli anni ’50, è presente in Australia e in altri paesi. Qui da noi è arrivato nel decennio scorso con la più veloce delle modalità di propagazione. 

Specie di origine tropicale, saprotrofa, (si ciba di materiale organico non vivente), è presente in diverse colonie sulle coste Liguri, importato probabilmente con il legname in arrivo al porto.
Spore in germinazione  © D. Rocconi
Da lì all’operosa Brianza il passo è stato breve!
Il rinvenimento è avvenuto in un area naturale nelle cui vicinanze sono insediate diverse trance del legno ed industrie del mobile. 
 
Di dimensioni veramente mini, la Favolaschia ha un imenio che definirei a fori più che a pori. Sono veramente grandi rispetto alla dimensione del carpoforo. Crescendo, poi, diventano ellittici, per cui si possono tranquillamente contare! 

Altra caratteristica interessante è la pruina biancastra distribuita sulla parte sterile che delimita i pori, la quale crea un effetto rete al di sotto del cappello.

Favolaschia calocera ©  L. Brivio
Il corpo fruttifero è uniformemente arancio brillante ed ha il cappello (Ø max 20mm) regolarmente gibboso. Le gibbosità risultano in corrispondenza dei sottostanti pori, per cui possiamo contare questi ultimi abbastanza precisamente osservando la superficie del cappello: una gobbetta = un poro!
Il gambo, innestato vicino al bordo del cappello, è lungo fino a 15 millimetri.

Cresce in grandi colonie su tronchi e rami di legno morto. Nonostante l’aspetto generale di microscopica poliporacea, è ancora incerta la sua posizione sistematica ed attualmente, in attesa di studi molecolari, viene collocata nelle Agaricales Clem., Marasmiaceae Roze ex Künher.

Mi permetto una breve considerazione su questo interessante ritrovamento.
Una specie aliena che si adatta a un nuovo habitat può alterarne l'equilibrio in modo sconvolgente. Sappiamo che le specie alloctone possono prendere il sopravvento su una o più specie indigene, portando queste popolazioni persino all'estinzione. Purtroppo ciò si sta verificando nel regno animale (Nutria, pesce Siluro, Scoiattolo grigio…) ed in quello vegetale (Ailanthus, prunus serotina, ecc), causando notevoli squilibri negli habitat originari. 

Per dire quale potrà essere l’impatto di questo micete sui nostri habitat ci vorrà tempo. Per ora non manca il materiale organico da decomporre, quindi si spera che possa almeno dare un contributo alla pulizia dei nostri boschi…

(1) (Vizzini, A., Zotti, M., 2002. Favolaschia calocera , a tropical species collected in Italy. Mycotaxon 82, 169-1769)

*Un grazie speciale a Dino Iori per l'importante ritrovamento.
 Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Dicembre).Favolaschia calocera. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2014/12/favolaschia-calocera.html


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