lunedì 1 dicembre 2014

Favolaschia calocera



Un piccolo alieno
 
                      Favolaschia calocera            ©  Lucio Brivio
Il ritrovamento, inusuale, di questo funghetto ha riempito la sede del gruppo micologico di particolare interesse, quasi fosse un extraterrestre. 

Segnalato ufficialmente per la prima volta nel 2002 in Liguria da Vizzini et altri (1), la
Favolaschia calocera arriva da paesi molto lontani. Descritto in Madagascar negli anni ’50, è presente in Australia e in altri paesi. Qui da noi è arrivato nel decennio scorso con la più veloce delle modalità di propagazione. 

Specie di origine tropicale, saprotrofa, (si ciba di materiale organico non vivente), è presente in diverse colonie sulle coste Liguri, importato probabilmente con il legname in arrivo al porto.
Spore in germinazione  © D. Rocconi
Da lì all’operosa Brianza il passo è stato breve!
Il rinvenimento è avvenuto in un area naturale nelle cui vicinanze sono insediate diverse trance del legno ed industrie del mobile. 
 
Di dimensioni veramente mini, la Favolaschia ha un imenio che definirei a fori più che a pori. Sono veramente grandi rispetto alla dimensione del carpoforo. Crescendo, poi, diventano ellittici, per cui si possono tranquillamente contare! 

Altra caratteristica interessante è la pruina biancastra distribuita sulla parte sterile che delimita i pori, la quale crea un effetto rete al di sotto del cappello.

Favolaschia calocera ©  L. Brivio
Il corpo fruttifero è uniformemente arancio brillante ed ha il cappello (Ø max 20mm) regolarmente gibboso. Le gibbosità risultano in corrispondenza dei sottostanti pori, per cui possiamo contare questi ultimi abbastanza precisamente osservando la superficie del cappello: una gobbetta = un poro!
Il gambo, innestato vicino al bordo del cappello, è lungo fino a 15 millimetri.

Cresce in grandi colonie su tronchi e rami di legno morto. Nonostante l’aspetto generale di microscopica poliporacea, è ancora incerta la sua posizione sistematica ed attualmente, in attesa di studi molecolari, viene collocata nelle Agaricales Clem., Marasmiaceae Roze ex Künher.

Mi permetto una breve considerazione su questo interessante ritrovamento.
Una specie aliena che si adatta a un nuovo habitat può alterarne l'equilibrio in modo sconvolgente. Sappiamo che le specie alloctone possono prendere il sopravvento su una o più specie indigene, portando queste popolazioni persino all'estinzione. Purtroppo ciò si sta verificando nel regno animale (Nutria, pesce Siluro, Scoiattolo grigio…) ed in quello vegetale (Ailanthus, prunus serotina, ecc), causando notevoli squilibri negli habitat originari. 

Per dire quale potrà essere l’impatto di questo micete sui nostri habitat ci vorrà tempo. Per ora non manca il materiale organico da decomporre, quindi si spera che possa almeno dare un contributo alla pulizia dei nostri boschi…

(1) (Vizzini, A., Zotti, M., 2002. Favolaschia calocera , a tropical species collected in Italy. Mycotaxon 82, 169-1769)

*Un grazie speciale a Dino Iori per l'importante ritrovamento.
 Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Dicembre).Favolaschia calocera. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2014/12/favolaschia-calocera.html


8 commenti:

  1. Fungo interessantissimo per bellezza. Ti voglio segnalare che è stato
    trovato anche in Bolivia a circa 3000 mt . Un saluto Gaetano

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  2. Poche sono le cose che profumano di esotico, che rallegrano il cuore e ti fanno sentire in paradiso come un adolescente alle sue prime scoperte!
    La "Favolaschia calocera" produce questo effetto (E' il primo ritrovamento in Lombardia)!
    Anche se piccola è visibilissima con il suo arancione vivo.
    La macchina fotografica ti permetterà poi un adeguato ingrandimento.

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    1. Eh no, caro Dante. ....
      Mi hanno segnalato un ritrovamento a Sirtori. ....
      L'alieno si sta "naturalizzando".
      Ciao
      Stefano

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  3. Buongiorno Stefano.

    Finalmente scopro il nome del funghetto che avevo trovato in Liguria su ramoscelli di albero caduti a terra.

    Di un colore molto intenso e acceso , oltreche' una forma "marziana".

    Grazie, mi hai tolto un interessante dubbio che si protrae da anni !!!

    Colgo l'occasione per porti gli auguri per le festivita' imminenti.

    Claudio Flamini

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  4. Claudio, sono felice di averti dato una mano a dare un nome ad un funghetto, che forse non tutti vedono, ma che tu hai notato. Spero che il contributo di AppuntidiMicologia possa aiutare tanti altri lettori ad aumentare le proprie conoscenze micologiche.
    Ciao e Auguri anche a te!
    Stefano

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  5. Buonasera,
    non sono un micologo (mio padre lo è), ma vorrei indicare un ritrovamento di questo fungo a Novara (città) nel mese di Novembre (oggi, per capirci).

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    Risposte
    1. Grazie dell'informazione,
      Ormai si sta ritrovando un pò dappertutto.
      Staremo a vedere.
      Buonaserata.
      Stefano

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