lunedì 19 gennaio 2015

Volvariella surrecta

       Volvariella surrecta         © Luigi Poli
Non è poi così facile trovarla. Personalmente mi è capitata davanti agli occhi una volta sola, nonostante la grande abbondanza di substrato su cui può crescere rigogliosa: la Clitocybe nebularis.

Volvariella surrecta può essere rinvenuta anche su altre Tricholomatacee. 

Inizialmente parassita il fungo ospitante per divenire poi vero e proprio saprofita, degradandolo completamente.

Ai primordi ha la caratteristica di essere completamente avvolta dal velo generale. 


          Primordi di V. surrecta         © L. Poli
Con la crescita, fratturandosi superiormente, alla base di questi funghi rimane una volva sacciforme, caratteristica di tutto il Genere. 

    Dimensioni di V. surrecta vs C. nebularis  © L. Poli
Ulteriore particolare distintivo di questa specie e di tutto il Genere è la colorazione rosata delle spore in massa che tinge a maturazione le lamelle.

    Particolare della volva "sacciforme"    ©  L. Poli
Basidiomicete di piccole dimensioni, il suo cappello può raggiungere i 5 cm di diametro, è completamente bianco ed ha la superficie leggermente feltrato-lanuginosa. Il fungo ha leggero odore fungino, ma senza alcun valore culinario.

Come detto, cresce o meglio “sorge” (surrecta= sorgere, levarsi, alzarsi) nel tardo autunno dai resti di Clitocybe nebularis.
Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2015. Gennaio).Volvariella surrecta. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2015/01/volvariella-surrecta.html




5 commenti:

  1. Grazioso fungo questa V. surrecta, impegnata nel sociale!!!
    Infatti distruggendo la Clitocybe nebularis, evita che tanti sprovveduti si intossichino con luculliane scorpacciate di C. nebularis.
    Anni or sono andavo nei posti prediletti dalla C. nebularis a cercarne, ma ora che ne ho lette di cotte e di crude sulle potenziali intossicazioni che provoca, le lascio ai pochi superstiti aficionados ! ! !
    Dante

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  2. A me risulta che il micelio di questo "funghetto" sia tossico ed (è un mio pensiero), credo che proprio questo sia il motivo della tossicità della L. nebularis anche dopo bollitura.

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    1. L'ho sentito anch'io più volte, anche nei corsi per micologi....Andrebbe dimostrato. Senza una pubblicazione o lavoro ufficiale per me è una delle tante "leggende" micologiche :-)
      Ciao

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  3. Volfango Gualandi25 gennaio 2015 00:19

    Il Cetto, che ai tempi aveva solo intuita la discutibile commestibilità della Clitocybe nebularis, affermava però che la presenza della V. surrecta la peggiorava alquanto. Ciò è abbastanza intuibile se si pensa che quel fungo parassita cresce sulla C. nebularis già parecchio matura per non dire a decomposizione iniziata. Addirittura egli sconsigliava totalmente l'impiego alimentare della C. nebularis, pure apparentemente sana, qualora si notasse sul suo cappello anche la sola presenza di pruina o di macchie di micelio bianco, che rivelano spesso, a sua volta, la presenza del micelio della V. surrecta.
    Cordiali saluti,
    Renzo

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