lunedì 23 febbraio 2015

Corso Formazione Micologi

X  Corso di Formazione per Micologi
Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica Villa Umbra Pila, Perugia 


Biennio 2015/2016


Ai sensi del D.M. del 29/11/1996 n. 686 Ministero della Salute per il rilascio dell’attestato di Micologo

Il presente percorso formativo, previsto e disciplinato dal D.M. 29 novembre 1996, n. 686 del Ministero della Sanità, per il rilascio da parte delle Regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano dell’attestato di micologo, ha l’obiettivo di preparare professionalmente gli operatori addetti alle funzioni di riconoscimento e controllo dei funghi epigei, freschi e conservati, previste dalla legge n. 352/93 e dal DPR n. 376/95, per garantire la vigilanza sulla commestibilità dei funghi messi in commercio o per il consumo familiare. 

Il corso, a carattere teorico-pratico, è articolato in due sessioni annuali, per un totale di 306 ore circa di cui 206 di pratica ispettiva comprendenti escursioni guidate in habitat e studio con materiale fresco. 

CALENDARIO DELLA PRIMA SESSIONE 2015 

La prima sessione del corso verrà svolta nelle seguenti date: 

• I  settimana 25 - 29 Maggio 
 II settimana 28 Settembre - 2 Ottobre 
• III settimana 19 - 23 Ottobre 
• IV settimana 9 - 13 Novembre 

per un totale di 20 giornate di corso da 7.5 o 8 ore ciascuna (153 ORE CIRCA).

STAFF DIDATTICO ORGANIZZATIVO DEL CORSO 

Consorzio Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica Alberto Naticchioni - Amministratore Unico 
Responsabile Scientifico del corso: Andrea Arcangeli - Micologo della USL Umbria 1 Coordinamento didattico: Veruska Subicini - Responsabile Sezione sanità, Prodotti e metodologie innovative Consorzio Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica Tel. 075 5159700 email: veruska.subicini@villaumbra.gov.it 

Segreteria organizzativa e Tutoraggio: Laura Manfroni - Collaboratore Amministrativo Consorzio Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica Tel. 075 5159754 email: laura.manfroni@villaumbra.gov.it

 o contatta la segreteria organizzativa.

Stefano Balestreri



lunedì 16 febbraio 2015

Droni


Fino a pochi anni fa era quasi fantascienza, oggi è realtà che si sta diffondendo rapidamente.

I droni non sono altro che velivoli comandati a distanza, senza l’impiego di piloti.

Pensati inizialmente per usi militari, con i grandi passi della tecnologia ora sono diventati strumenti alla portata di tutti, tant’è che per il Natale 2014 è stato uno dei regali più gettonati e richiesti.

Miniaturizzati ed efficaci, possono avere dimensioni e pesi veramente minimi, oltre che costi accessibilissimi.

Al di là degli impieghi militari, questi utilissimi strumenti si stanno rivelando fondamentali nello studio del territorio e del rilevamento delle problematiche ambientali (frane, smottamenti, incendi), oltre che per infinite altre applicazioni, fino a pochi anni fa impensabili. 
Dotati di microtelecamere ad alta definizione, sono una vera e propria prolunga della nostra vista, capaci di rilevare tutto, anche in ambienti difficili.
Attualmente esistono versioni per gestirli con smatphone.

E i funghi?
Qualcuno ci avrà già pensato?

Diamo corda alla nostra immaginazione. Si scende dall’auto, si mette in volo il drone, lo facciamo viaggiare nel sottobosco e quello rileva e lavora per noi: si addentra tra gli alberi, ispeziona e spia tra le felci e gli aghi di abete e sul monitor che abbiamo tra le mani si materializzano immagini nitide e ricche di particolari.

<Guarda, ha inquadrato dei bellissimi porcini!!!>

Infiliamo gli scarponi, prendiamo il cesto e andiamo a colpo sicuro!

Fantascienza?

Assolutamente no!
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2015. Febbraio).Droni. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2015/02/droni.html





lunedì 9 febbraio 2015

Amanita ovoidea

                                                      Amanita ovoidea                                        ©  Emilio Pini
Ho sempre cercato di pubblicare post su funghi la cui crescita coincide col periodo  stagionale.
Mi sono reso conto, però, che la stagione invernale soffrirebbe di argomenti... freschi.
È vero, in inverno si possono tranquillamente descrivere i funghi lignicoli, basta una breve scarpinata nel bosco per trovare materiale interessante e le immagini necessarie… Per di più avrei a disposizione anche un’arma vincente, un supporto di qualità: l’amico Lucio Brivio, esperto di Aphyllophorales.
Nonostante questo, ho deciso di rompere un po’ gli schemi di AppuntidiMicologia pubblicando pure schede su funghi tipicamente fuori stagione.

                 Particolare delle fioccosità     © E. Pini
Amanita ovoidea è un micete interessantissimo, che ci stupisce tutte le volte che viene ritrovato.

È veramente bello, di stazza importante rispetto agli altri componenti del Genere. Il suo cappello può arrivare a misurare oltre 30 cm di diametro, l’altezza del gambo  fino a 15 cm e il diametro alla base 5 cm. Il rapporto tra queste misure gli dona l’aspetto di un fungo “grasso e tarchiato”, se messo a confronto con alcune top model del Genere: A.phalloides, A. virosa, A. crocea

Questa Amanita bianca, ha la caratteristica evidente di essere completamente ricoperta da fioccosità di consistenza simile alla panna montata. Infatti tali decorazioni cremose sono presenti un po’ dappertutto, evidentissime sull’orlo del cappello e fin sul filo delle lamelle. Anche il gambo è ricoperto da fioccosità che tendono quasi a celare un anello fragile e fugace.  
      Fasi di crescita         ©  L. Brivio
La base radicante è avvolta da una volva sacciforme, larga e di color avorio-crema negli esemplari maturi. L’imenio è composto da lamelle bianche, fitte, libere al gambo. Negli esemplari maturi si può notare un leggero riflesso rosato negli spazi intralamellari. 

La carne al taglio è soda, compatta e stabilmente bianca. L’odore  è molto variabile, dovuto alle diverse fasi di maturazione del fungo. 
Anni fa ho avuto la fortuna di avere sotto gli occhi, e per qualche giorno, un ovulo di quest’Amanita per cui ho potuto seguirne le fasi di apertura e percepire i vari odori durante la crescita. L’effluvio che più mi ha colpito è stato quello leggero di gamberetti o di acqua salmastra.

L’Amanita ovoidea è un basidiomicete termofilo che predilige terreni calcarei esposti a sud, presente sotto quercia, ma anche pino, nella macchia mediterranea e nei boschi litoranei; qualche volta si spinge pure qui al nord, sui versanti collinari e soleggiati. È un fungo tipicamente autunnale, ma ultimamente viene segnalato già nella tarda primavera in diverse zone della penisola.

Relativamente alla possibilità di consumarlo, secondo quanto riportato in letteratura, è dato come fungo commestibile. In alcune zone dell’Italia risulta normalmente mangiato.


Personalmente ne sconsiglio il consumo, visto l’odore non proprio piacevole della carne. 
Anche i consumatori abituali di questa specie devono prestare particolare attenzione ad un sosia veramente infido: Amanita proxima, simile a prima vista, tranne per il colore ocraceo della volva e l’anello persistente.

Di Amanita proxima e delle conseguenze per chi la consuma scriverò prossimamente.

Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2015. Febbraio).Amanita ovoides. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2015/02/amanita-ovoidea.html



lunedì 2 febbraio 2015

Nuova Pubblicazione ISPRA

Abbinamento dei macromiceti italiani ai sistemi di classificazione degli habitat

Prima correlazione tra specie fungine, habitat e coperture del suolo sul territorio nazionale




Questo manuale di abbinamento dei funghi agli habitat è frutto di un apposito gruppo di lavoro istituito dal Progetto Speciale Funghi di ISPRA nel 2006, all’interno di un accordo di collaborazione a lungo termine con l’Associazione Micologica Bresadola (AMB). 

Rappresenta la prima realizzazione a livello nazionale e la prima esercitazione in Europa di mostrare ciò che si può ottenere dalla sintesi dei dati micologici e ambientali disponibili sul territorio di uno stato membro.
Scopo del manuale è mettere in relazione le conoscenze sui sistemi ambientali elaborate attraverso i differenti strumenti disponibili (CORINE Land Cover, CORINE Biotopes, Natura 2000, EUNIS) con le banche dati di mappatura e censimento delle componenti micologiche realizzate dall’AMB attraverso una minuziosa azione di raccolta e determinazione in tutta Italia. 

Inoltre, permette di identificare le specie fungine euriecie e raggruppare quelle stenoecie, tipiche di determinati habitat, nonché quelle che dovrebbero essere messe sotto regime di protezione e quelle che possono essere utilizzate come bioindicatori.
Nel corso del lavoro è stato possibile, infine, associare le informazioni raccolte dal Progetto Speciale Funghi con i dati del Sistema Informativo “Carta della Natura” realizzato da ISPRA ai sensi della Legge 394/91 (Legge-quadro sulle aree naturali protette).
Tramite questi strumenti, sarà possibile anche analizzare in modo ottimale le associazioni di specie di un comparto fondamentale per la salute degli habitat terrestri, quale è il suolo, e orientarne opportunamente la gestione.
ISPRA

Buona lettura



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