lunedì 9 marzo 2015

Chlorociboria aeruginascens

Chlorociboria aeruginascens (Nyl.) Ramamurthi et coll.

                 Chlorociboria aeruginascens          ©Jesper Kristensen
Dopo il giallo limone brillante di Bisporella citrina, ora tocca al color turchese di un altro interessantissimo e minuscolo ascomicete: Chlorociboria aeruginascens

Anche per questi esemplari la visibilità dei singoli ascocarpi è un problema: da 2 mm a un centimetro negli esemplari più cresciuti.

La Natura ci viene in soccorso con segni inequivocabili della loro presenza nel bosco: la colorazione turchese-verderame del legname che ospita il loro micelio. Infatti questi funghi in massa iniziano a tingere i tronchi di latifoglie in decomposizione, fino a ricoprirli completamente: una vera e propria “infezione” blu-verde. Non per nulla la classificazione “aeruginascens”,  significa “diventare di color verderame” (aerugo=verderame)
                            Chlorociboria aeruginascens                     ©Lucio Brivio
Tuttavia riuscire a vedere la fruttificazione di questi funghi non è semplice e solo in determinate condizioni di umidità potremo osservare qualche esemplare che, purtroppo, in una giornata di vento e calore si dissolverà velocemente, vista l’esiguità della carne e le dimensioni microscopiche.

     C. aeruginacsens      ©Jesper Kristensen
La forma è a coppetta, sorretta da un corto ed esile gambo. I giovani esemplari, sul gambo e sulla parete sottostante la coppa, hanno colorazione biancastra che, in seguito alla crescita, si colorano di azzurro turchese, come la parte interna della coppa, dove è posto l’imenio.
Chlorociboria aeruginascens può essere facilmente confusa con il suo parente stretto e molto più raro, Chlorociboria aeruginosa, un poco più piccola, con gambo spesso centrale. 

Viste le ridotte dimensioni delle due specie, non è possibile differenziarle facilmente con le sole caratteristiche macroscopiche, ma occorre ricorrere alla microscopia.

Infatti le spore di Chlorciboria  aeruginascens (5-7 x 1-2μm) sono significativamente inferiori a quelle di Chlorciboria aeruginosa (9-14 x 2-4μm)

Il micelio di queste specie contiene un pigmento chiamato xylindeina, responsabile della caratteristica colorazione blu-verde del legname infettato. Nel XV secolo Fra Giovanni da Verona non stette solo ad osservarlo e a studiarlo, ma lo utilizzò per la creazione di pannelli intarsiati.
                     Legno "infettato"          ©Lucio Brivio
Sono in corso studi e sperimentazioni per inoculare il micelio di questi ed altri funghi per ottenere legname già colorato “naturalmente”, metodo meno inquinante rispetto all’utilizzo di alcune vernici.
Una piccola curiosità: nei paesi anglofoni viene simpaticamente chiamato “green elf cup”.

Stefano Balestreri


Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2015. Marzo).Chlorociboria aeruginascens. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2015/03/chlorociboria-aerugiinascens.html



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