lunedì 25 maggio 2015

Amanita crocea

Amanita crocea (Quél.) Melzer

              Amanita crocea - Fasi di crescita   © Emilio Pini
In quota finisce la stagione dei Crocus, mentre in collina e pianura iniziano le prime comparse di Amanita crocea

Non è certo la regola, ma solo un pretesto per spiegare il significato di crocea: da crocus fiore dello zafferano, per via del suo colore!

Con il caldo umido e gli improvvisi acquazzoni di queste giornate alcuni esemplari sono “sbocciati” e li ritroveremo fino al tardo autunno, se le condizioni climatiche saranno favorevoli.

    Decorazioni del gambo  © E. Pini
È una delle tante Amanita del sottogenere Amanitopsis(1) che si distingue con facilità da tutto il genere per l’assenza sul gambo di un vero e proprio anello …ma se si indaga attentamente…

Caratteristiche comuni del sottogenere sono anche un portamento esile e slanciato, il margine striato del cappello e una volva inguainante e membranosa alla base del gambo.

Come detto, questa Amanita si riconosce per il colore aranciato, ma anche per il gambo tipicamente screziato con bande squamose, anch’esse aranciate, che ricordano nella forma e disposizione quelle presenti su Amanita phalloides (zebratura). 

Caratteristica importante è la presenza alla base del gambo della volva inguainante, membranosa, biancastra, ma di color aranciato nella parte interna. 
Dentro la volva della crocea, come del resto nelle altre specie appartenenti a queste amanite, si può vedere ciò che resta dell’anello.

Il cappello, inizialmente campanulato-glandiforme, poi appianato, ha la superficie liscia e il margine tipicamente striato; spesso presenta un largo umbone. L’imenio è formato da lamelle libere al gambo, fitte, bianche tendenti all'ocraceo chiaro e intercalate da lamellule.

     Particolare del margine striato  ©  L. Ponzoni
La carne è esigua e tenera, bianca-biancastra-ocracea; non ha odore e sapore particolare.
Questa Amanita può raggiungere un‘altezza fino a 20 cm e un diametro del cappello di 12 cm.

È presente in zone umide, in boschi di conifere e latifoglia, non diffusissima, ma fedele alle stazioni di crescita anche in diversi esemplari.

                         Ovoli di Amanita crocea          ©  Emilio Pini
Nonostante la poca consistenza della carne, è un buon commestibile, ma solo dopo cottura, come tutte le specie appartenenti alle Amanitopsis

Il consiglio sempre valido è quello di far controllare questi funghi presso gli Ispettorati micologici o nei gruppi micologici per una corretta determinazione della specie, perché è capitato che, raccolti allo stato di ovolo e scambiati per Amanita caesarea, siano stati consumati crudi!!       
      
(1) La classificazione tassonomica delle Amanitopsis è oggetto di discussione. Nonostante spesso appaia nella nomenclatura binomiale di alcune specie di funghi, Amanitopsis viene considerato da alcuni Autori come un sottogenere del genere Amanita, se non sinonimo di quest'ultimo.


Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2015. Maggio).Amanita crocea. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2015/05/amanita-crocea.html



3 commenti:

  1. Vista come nell'ultima foto pubblicata, al livello di "ovolo", credo che possa essere scambiata con facilità con la Amanita caesarea.
    La differenza la farà solo il colore delle lamelle, bianche nella crocea e gialle nella caesarea!
    Per il resto c'è solo da scegliere se obbligatoriamente cotte o meravigliosamente crude!

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    Risposte
    1. Per A.crocea conosco diversi posti dove cresce rigogliosa. ...
      Può interessare?
      😆😆😆

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    2. L'acqua sta cadendo .... i funghi stan crescendo .... "Piutost che nient, ....piutost" !
      Ovvero: in mancanza di meglio ... Evviva l'Amanita crocea ! ! !

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