lunedì 18 maggio 2015

Hymenochaete cruenta

Rosso sangue!

Hymenochaete cruenta  © Lucio Brivio
Sui rami, una crosta dal color rosso acceso al rosso porpora (cardinalizio) in gioventù, poi marrone opaco… insomma la tipica colorazione del sangue.

Il perché si chiama cruenta (dal latino cruentus, der. di cruor ‘sangue’) è subito chiaro, ma per il genere va fatto un ragionamento più complicato: hymenochaete = hymenium (membrana) + chaiti (chaiti = χαίτη) che significa criniera.

Infatti osservando l’imenio orizzontalmente con una buona lente di ingrandimento si potrà notare che è increspato da setole brunastre che si erigono oltre i basidi. Tale caratteristica è comune a tutto il genere.

Il Nostro si presenta in piccole croste che a volte si estendono per diversi centimetri. L’imenio è tomentoso, bossellato (bernoccoluto, gibboso) e, oltre a mostrarsi con il suo caratteristico colore, sulla faccia inferiore risulta brunastro. Il margine è "crenulato", cioè con una leggera frastagliatura.

Non è di facile reperimento, in quanto cresce sui rami sommitali, anche a 10-20 m di altezza, di abete bianco (Abies alba); il più delle volte lo  troviamo quando i rami vengono spezzati dal vento o dalla neve o quando l’albero viene abbattuto.

Per questa sua caratteristica, il fungo è anche considerato specie aeromycophyta, ovvero  che vive all’aria, ma rapidamente muore se il ramo colonizzato cade a terra.

È una bellissima specie, facile da determinare e con caratteristiche nascoste uniche, che si possono apprezzare con l’aiuto di una lente.

Il genere ha una distribuzione diffusa, con molte specie presenti anche nelle regioni tropicali.

Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2015. Maggio).Hymenochaete cruenta. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2015/05/hymenochaete-cruenta.html




3 commenti:

  1. Buon giorno, ho appena finito di dire che ero in attesa del nuovo post... ed Eccolo! Meraviglioso. Ti sono veramente grata per il lavoro che svolgi. Le tue spiegazioni sono lineari e semplici ma scientifiche. E' il tipo di divulgazione di cui abbiamo bisogno in Italia. Spero che lo posterai tu sul Cimballo e sulla mia pagina. Un caro saluto ai Quattro Amici lombardi, Oretta.
    PS. Lucio e Luciano spero sempre di vedervi su quel "popolare" FB!

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  2. L'attore non protagonista.
    Sulla pigna in alto, probabilmente di Picea abies, fa la sua comparsa, del tutto trascurata, una piccola colonia del pirenomicete Phragmotrichum chailletii.

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    Risposte
    1. Grazie per il contributo.
      Chi conosce gli ascomiceti non se li fa certo sfuggire anche se, microscopica presenza sugli strobi di Abies .
      Complimenti.
      Stefano

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