lunedì 29 giugno 2015

Amanita proxima

Amanita proxima Dumée, Bull. Soc. mycol. Fr. 32: 83 (1916)

                                                      Amanita proxima                       ©  Arturo Baglivo
Amanita proxima deve il suo nome al fatto che la specie è “prossima”, cioè simile all’Amanita ovoidea (Bull; Fr.).

Per lungo tempo è passata quasi inosservata e spesso ritenuta da numerosi micologi come unica entità o, al limite, elevata a varietà di Amanita ovoidea (A. ovoidea var. proxima) 

          Amanita proxima    © Arturo Baglivo
L'Amanita proxima è un fungo simbionte che cresce nella macchia mediterranea con latifoglie e conifere, su terreno sabbioso e calcareo. In Italia è diffuso in regioni come la Toscana, la Sardegna e la Puglia, condividendo l’habitat, in ambito mediterraneo-xerofilo, con Amanita ovoidea.

Ha cappello da 7 a 15 cm, emisferico con cuticola bianca e lamelle fitte, bianche, finemente seghettate.
Il gambo è cilindrico, sottile e slanciato; la carne è bianca, come le spore in massa; la volva è ocracea.

Le caratteristiche fondamentali che consentono una facile differenziazione dell'Amanita proxima sono la volva ocracea e l'anello evidente e duraturo che ricade a gonnella sul gambo.

Amanita proxima è specie tossica e sono recenti gli studi e i conseguenti approfondimenti sulla sindrome di cui è responsabile.

L'ingestione di Amanita proxima Dumée può essere causa di insufficienza renale acuta nell'ambito della sindrome detta norleucinica o nefrotossica, che è stata descritta per la prima volta nel 1994 in Francia, nella Regione di Montpellier (1), dopo che cinque pazienti si erano cibati di questo fungo.

                         Amanita proxima       ©  Arturo Baglivo
Nei casi di intossicazione l'individuazione del fungo ingerito è di fondamentale importanza, in quanto altre specie, come il Cortinarius orellanus, possono essere responsabili di un quadro clinico sovrapponibile, ma con prognosi completamente differente.

Per chi volesse approfondire, qui vi potete leggere un interessante caso clinico, presentato quest’anno a maggio al XXXV EAPCCT  (European Association of Poisons Centres and Clinical Toxicologists) International Congress St Julian’s, Malta, a cui ho contribuito.


1. Leray H1, Canaud B, Andary C, Klouche K, Béraud JJ, Mion C. Amanita proxima poisoning: a new cause of acute renal insufficiency. Nephrologie. 1994;15(3):197-9.


*Un ringraziamento particolare ad Arturo Baglivo per le immagini.
Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2015. Giugno).Amanita proxima. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2015/06/amanita-proxima.html

lunedì 22 giugno 2015

Fuga dalla città

              Una giornata nel silenzio di boschi e alpeggi     © S. Balestreri

Se vi aspettavate un post con la descrizione di qualche fungo, dovrete aspettare ancora una settimana. Un semplice cambio di programmazione, nulla più, per raccontare una giornata che mi sono  regalato per fuggire dal traffico e dai rumori della città. 

AppuntidiMicologia è un blog dove non si parla solo di funghi… E poi è un blog personale e ogni tanto è giusto che mi racconti e condivida con i lettori anche le sensazioni e le emozioni che vivo.

Un tuffo nella natura, senza programmi, senza funghi, ma con una gran voglia di evadere dai soliti ritmi, a volte stressanti. Una giornata nel silenzio di boschi e alpeggi... Scrivendo in diretta, tuttavia, mi rendo conto che il bosco e l'alpeggio non sono poi tanto silenziosi: fringuelli, picchi e ghiandaie, il ronzio dei vari insetti e i campanacci di mucche al pascolo.  È musica.

Durante la salita mi concedo pause per un’abbuffata di fragoline mature al punto giusto e sorsi d'acqua fresca, rigenerante. 
Il verde intenso dei prati e dei boschi, una quantità generosa di erbe spontanee e di fiori variamente colorati sono altri doni di una Natura straordinariamente rigogliosa. 
In cielo, inoltre, l’azzurro decorato da qualche nube passeggera e le sagome scure di due poiane che volteggiano tranquillamente tra le correnti ascensionali senza emettere gridi, le ali distese, apparentemente immobili.

Il sole è ormai alto, mi riscalda e scalda il mondo che ho intorno, esaltando i profumi della resina, dei muschi, del timo e dell'erba appena falciata. Quando si è  in questo stato i sensi si affinano e tutto risalta. 

Una giornata fuori dagli schemi per ritemprare il corpo e lo spirito e perché no... per portare a casa  qualche nuovo spunto per AppuntidiMicologia.  


Mi fermo qui con gli appunti per assaporare il resto della mia giornata in questa meravigliosa e rilassante cornice naturale!


Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2015. Giugno).Fuga dalla città. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2015/06/fuga-dalla-citta.html


lunedì 15 giugno 2015

Micologia nelle scuole

Proposte di educazione ambientale per lo studio dei funghi

Immagine da Internet

Approfitto di qualche giorno di relax per buttare giù un post "vacanziero", anche se in effetti lo ritengo più un compito per le vacanze...


Avete proprio capito bene, spero... 
Comunque non vi lascio senza spiegazioni. 

Si tratta di un post da leggere già in questo periodo di inizio vacanze con la possibilità di utilizzare l'allegato, per chi ne vorrà fare un buon uso in seguito.


Nel 2009, al termine di un periodo in cui ho partecipato ad un piacevole ed interessante corso organizzato dal Parco regionale della Valle del Lambro per  il conseguimento dell'attestato di Educatore ambientale, ho preparato una breve tesina su come  proporre l'insegnamento della micologia nelle scuole.

Nulla di speciale, ma certamente un utile strumento per micologi ed insegnanti che ritengono opportuno far scoprire ai giovani un mondo affascinante e importante per l’equilibrio dell’ambiente naturale.

La proposta prevede la realizzazione di progetti di educazione ambientale sulla conoscenza e lo studio del Regno Fungi e degli habitat, da sviluppare in moduli specifici per diverse fasce di età ed apprendimento, da attuarsi con lezioni frontali in classe, in gruppi sul campo con conseguenti laboratori, ma anche con singole lezioni da inserire all’interno di un programma più ampio di educazione ambientale e/o in giornate di studio in diversi habitat.

                              Appassionare i giovani.....            ©  S.Balestreri
È una proposta che si basa su un metodo semplice per cercare di appassionare le giovani generazioni alla conoscenza della Natura.

Sono sicuro che questo lavoro potrà essere utile a tanti gruppi micologici, che sempre più frequentemente vengono invitati nelle scuole.


Fatene buon uso, liberamente!



Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2015. Giugno).Micologia nelle scuole. Estratto da AppuntidiMicologia ©

http://www.appuntidimicologia.com/2015/06/micologia-nelle-scuole.html

lunedì 8 giugno 2015

Seguimi

…come diventare lettori fissi o followers del blog

 

Sono tanti gli amici che seguono AppuntidiMicologia e molti quelli che mi contattano per le difficoltà incontrate per iscriversi, poter ricevere gli aggiornati e commentare direttamente dal proprio profilo. 

Per questo motivo oggi non parlerò di funghi, ma vestirò i panni del webmaster spiegando come riuscire a diventare LETTORI FISSI o Followers di questo Blog.

Consiglio per prima cosa di utilizzare come browser Google Chrome o Mozilla, in quanto Internet Explorer può dare problemi.

1. Cercate il gadget dei LETTORI FISSI: lo trovate sulla colonna di sinistra del mio blog dove ci sono diverse "fotine" di chi già segue...

Foto 1


2. Cliccate sulla scritta con sfondo azzurro “Unisciti a questo sito” e si aprirà una finestra (foto 2) come questa:

Foto 2


3. Se avete un account Google, Twitter o Yahoo, cliccate sul rispettivo logo e scrivete nella finestra successiva (foto3) il vostro username (solitamente è la vostra e-mail) e la  password del vostro account.

Foto 3


4. Vi si aprirà quest’altra finestra (foto4). A questo punto basta spuntare una delle due opzioni 'Segui pubblicamente' o 'Segui privatamente' e cliccare sul bottone “Segui questo blog”: sarete così iscritti fra i lettori fissi. 

Foto 4
Se invece non avete un account Google, Twitter o Yahoo, lo dovrete creare!

Farlo con Google è semplicissimo: basterà qualche passaggio e l’account sarà per sempre (come un diamante!).



Seguite i vari passaggi proposti da Google.

Fatto?

Ora siete pronti per iscrivervi al gruppo dei lettori fissi: ritornate al punto 1 e seguite le istruzioni.

Rileggendo, mi sono reso conto che forse è più semplice descrivere i funghi. Spero comunque di essere riuscito nell’intento di facilitare a qualcuno le operazioni di iscrizione ad AppuntidiMicologia… Se sarà così, dovrei vedere i risultati tra qualche giorno.

Sperèmm!!!

Stefano Balestreri





lunedì 1 giugno 2015

Genere Lactarius

Genere Lactarius  
Caratteristica principale e comune a tutto il Genere è l’emissione di latice alla frattura della carne, quindi risulta facilissimo da determinare ed è lampante perché è chiamato “lactarius”.
                   Latice        ©  E. Pini
Il discorso, invece, si fa molto più complesso e complicato quando si devono determinare le tante specie che gli appartengono in quanto per molte, oltre all’importanza dei caratteri macroscopici, si dovrà tener conto anche della valutazione microscopica.
In Europa questo interessante Genere comprende poco meno di un centinaio di specie, appartenenti tutte al gruppo dei Leucosporei (spore in massa bianche), terricoli e simbionti. 

Sono tutti funghi omogenei, cioè il cappello non si separa nettamente dal gambo, come ad es. nel Genere Amanita.
La taglia delle diverse specie varia da pochi centimetri (Lactarius obscuratus) a oltre 20 (Lactarius controversus). 

Il cappello può assumere varie colorazioni, oltre che decorazioni e particolarità risultando, a seconda delle specie: liscio, zonato (L.zonarius), fibrilloso, feltrato-lanoso (L. pubescens), convesso, depresso, depresso-umbonato, asciutto, umido, viscoso-glutinoso (L. pyrogalus).
Lactarius pubescens ©  E. Pini
I gambi, solitamente cilindrici, possono essere lisci o con presenza di scrobicoli (L. scrobicolatus), piccole fossette che ricordano i crateri lunari.

L’imenio è composto da lamelle generalmente fitte, che possono presentarsi adnate (attaccate al gambo) fino a decorrenti.
Le spore, ricche di ornamentazioni, possono essere aculeate o reticolate e amiloidi.
           Lactarius scrobiculatus      ©  E. Pini
Non esistono specie con volva ed anello, la carne è omogenea, fragile e cassante a causa degli sferocisti che la compongono (effetto della rottura del polistirolo), caratteristica tipica del Genere Russula.
Tutte le specie secernono, alla frattura o al taglio, un latice che può essere bianco crema, giallo, aranciato, rossastro che, a contatto con l’aria, può mutare in altri colori o rimanere invariato.
Il latice viene secreto da ife laticifere presenti nella carne di questi funghi; lo stesso, come del resto la carne, può essere dolce, di sapore piccante, acre, ecc.
Per molte specie l’habitat risulta determinante per la classificazione.
Lactarius salmonicolor    ©  E. Pini
Per quanto riguarda la commestibilità di questi funghi,  sono  sicuramente buone  le specie  che appartengono alla Sezione Dapetes: hanno latice dolce di colore arancio carota, rosso-vinoso, presenti in habitat di conifere e comunemente chiamati "sanguinelli" (L.deliciosus, L.sanguiiflus, L. salmonicolor etc.).

Oltre ai Lactari a latice arancione, poche sono le specie consumabili (L. volemus, ma de gustibus…).
Specie tossica è Lactarius torminosus (Peveraccio delle coliche), ma anche altre specie della stessa sezione possono causare problemi gastrointestinali.


                   Lactarius torminosus           ©  E. Pini 
Per tutte queste caratteristiche macroscopiche il genere è stato suddiviso in sottogeneri, sezioni e sottosezioni al fine di semplificarne la determinazione tramite chiavi dicotomiche.

*Un ringraziamento a Emilio Pini per la disponibilità e pazienza!


Stefano Balestreri


Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2015. Giugno).Genere lLctarius. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2015/06/genere-lactarius.html

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