lunedì 1 giugno 2015

Genere Lactarius

Genere Lactarius  
Caratteristica principale e comune a tutto il Genere è l’emissione di latice alla frattura della carne, quindi risulta facilissimo da determinare ed è lampante perché è chiamato “lactarius”.
                   Latice        ©  E. Pini
Il discorso, invece, si fa molto più complesso e complicato quando si devono determinare le tante specie che gli appartengono in quanto per molte, oltre all’importanza dei caratteri macroscopici, si dovrà tener conto anche della valutazione microscopica.
In Europa questo interessante Genere comprende poco meno di un centinaio di specie, appartenenti tutte al gruppo dei Leucosporei (spore in massa bianche), terricoli e simbionti. 

Sono tutti funghi omogenei, cioè il cappello non si separa nettamente dal gambo, come ad es. nel Genere Amanita.
La taglia delle diverse specie varia da pochi centimetri (Lactarius obscuratus) a oltre 20 (Lactarius controversus). 

Il cappello può assumere varie colorazioni, oltre che decorazioni e particolarità risultando, a seconda delle specie: liscio, zonato (L.zonarius), fibrilloso, feltrato-lanoso (L. pubescens), convesso, depresso, depresso-umbonato, asciutto, umido, viscoso-glutinoso (L. pyrogalus).
Lactarius pubescens ©  E. Pini
I gambi, solitamente cilindrici, possono essere lisci o con presenza di scrobicoli (L. scrobicolatus), piccole fossette che ricordano i crateri lunari.

L’imenio è composto da lamelle generalmente fitte, che possono presentarsi adnate (attaccate al gambo) fino a decorrenti.
Le spore, ricche di ornamentazioni, possono essere aculeate o reticolate e amiloidi.
           Lactarius scrobiculatus      ©  E. Pini
Non esistono specie con volva ed anello, la carne è omogenea, fragile e cassante a causa degli sferocisti che la compongono (effetto della rottura del polistirolo), caratteristica tipica del Genere Russula.
Tutte le specie secernono, alla frattura o al taglio, un latice che può essere bianco crema, giallo, aranciato, rossastro che, a contatto con l’aria, può mutare in altri colori o rimanere invariato.
Il latice viene secreto da ife laticifere presenti nella carne di questi funghi; lo stesso, come del resto la carne, può essere dolce, di sapore piccante, acre, ecc.
Per molte specie l’habitat risulta determinante per la classificazione.
Lactarius salmonicolor    ©  E. Pini
Per quanto riguarda la commestibilità di questi funghi,  sono  sicuramente buone  le specie  che appartengono alla Sezione Dapetes: hanno latice dolce di colore arancio carota, rosso-vinoso, presenti in habitat di conifere e comunemente chiamati "sanguinelli" (L.deliciosus, L.sanguiiflus, L. salmonicolor etc.).

Oltre ai Lactari a latice arancione, poche sono le specie consumabili (L. volemus, ma de gustibus…).
Specie tossica è Lactarius torminosus (Peveraccio delle coliche), ma anche altre specie della stessa sezione possono causare problemi gastrointestinali.


                   Lactarius torminosus           ©  E. Pini 
Per tutte queste caratteristiche macroscopiche il genere è stato suddiviso in sottogeneri, sezioni e sottosezioni al fine di semplificarne la determinazione tramite chiavi dicotomiche.

*Un ringraziamento a Emilio Pini per la disponibilità e pazienza!


Stefano Balestreri


Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2015. Giugno).Genere lLctarius. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2015/06/genere-lactarius.html

2 commenti:

  1. Buon Giorno
    come sempre le tue schede sono semplici e chiare. Mi sto abituando a ricevere ogni lunedì i tuoi "Appunti".
    Grazie infinite Stefano per la tua opera di divulgazione! Adesso lo posto sul Cimballo. Un caro saluto ai Magnifici Quattro.

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  2. Very nice! Love the colors, never saw b

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