lunedì 27 luglio 2015

Xerocomus badius

Xerocomus (Fr.) Kühner ex Gilbert  o  Boletus badius (Fr.) Fr. 

                                Xerocomus badius            © Emilio Pini

Una boletacea che va conosciuta, anche perché si può "padellare" quasi tranquillamente, con buoni risultati...

Questo fungo, se raccolto in giovane età, sodo e privandolo del gambo, non ha nulla da invidiare come sapore al mitico porcino. Inoltre, se si ha voglia di essiccarlo per la conservazione, non sfigura certo in un  risotto! 

Il cappello misura dai 5 ai 15 cm di diametro, leggermente vischioso nella fase iniziale della crescita (questa specie è la più vischiosa nel genere Xerocomus, nonostante questo termine significhi “col cappello asciutto”, da  xeròs = asciutto e komè = cappello-chioma). 

La sua superficie è quasi feltrata, di un bel color baio ...ed ecco il “badius”, caratteristica principale di questa specie.

L'imenio è formato da tubuli inizialmente biancastri ed in seguito giallini che al tocco virano all'azzurro, come del resto i pori. Il gambo, liscio, di forma quasi cilindrica, con colori che variano dal bruno ocraceo fino al rossastro, misura fino a 12 x 4 cm ed è fibroso.

La carne al taglio è biancastra anche se spesso tende a colorirsi di un azzurro tenue. Di sapore dolce, ha odore leggermente fungino.

Molto presente al nord, personalmente l'ho sempre rinvenuto su terreni non calcarei, in boschi di pino e latifoglie, specialmente castagno. In letteratura viene segnalato anche presso altre essenze. 

L'ho raccolto anche su tronchi marcescenti, apparentemente come un fungo lignicolo, ma non è così.

                            Xerocomus badius              © Emilio Pini

In merito al “quasi tranquillamente consumabili”, su questo fungo va posta attenzione, poiché in zone a rischio di contaminazione radioattiva è stato segnalato come specie che accumula elementi radioattivi. Infatti in analisi di laboratorio è stato misurato un quantitativo di Cesio 137 con valori molto alti, oltre i 1000 becquerel, mentre in Boletus aestivalis è risultato essere al di sotto dei 60 becquerel. 
La ricerca è stata effettuata nel 2001 dalla Commissione Francese di Ricerca e Informazione sulla Radioattività. Per tale motivo eviterei scorpacciate e pasti ripetuti con questo fungo, regola, questa, che vale sempre e comunque.

In merito al “Genere Xerocomus”, va segnalato che con gli attuali studi della  biologia molecolare e sul DNA,  questi funghi devono essere ricollocati nei diversi generi della classe Boletales o addirittura in nuovi. 

Io, per comodità, semplicità e simpatia verso gli ex Xerocomus, mi porterò appresso per parecchio tempo questa nomenclatura.


Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2015. Luglio).Xerocomus badius. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2015/07/xerocomus-badius.html

7 commenti:

  1. Grandi .... anzi, eccezionali !
    Questi funghi che fortunatamente molti cercatori lasciano al loro posto, probabilmente perché li vedono cambiar leggermente colore al tocco, sono in realtà una leccornia.
    Tagliati a cubetti e messi in freezer, sono sempre pronti per condire pollo ed altre carni profumandole deliziosamente.
    Nonostante il sacchetto per la conservazione sia impermeabile, anche il freezer dopo qualche giorno profumerà gradevolmente di funghi; non si faranno di certo dimenticare al suo interno ! ! !

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  2. Che sia il "Cesio 137" a renderli così buoni?
    Questa notizia è per i buongustai un regalone poiché distoglierà le persone delicate dalla loro raccolta ... e perché no, anche dal solo contatto poiché potenzialmente radioattivi!
    Lasciateli lì ed avvisatemi quando c'è la buttata. Penserò io a toglierli di mezzo!
    Grazie.

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  3. per la radioattività potrà anche essere ma certe misurazioni poi si sono verificate allarmanti e basta, se ne parla tanto ma nessuno asserisce con responsabilità e oggi come oggi ancora non si sa nulla ad esempio del famigerato killer francese TRICHOLOMA EQUESTRE

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  4. Le tossine presenti nei funghi possono esser individuate in laboratorio.
    Nel caso del Tricholoma equestre, l'individuazione credo sia altrettanto possibile.
    Se trattasi di tossine termolabili non ci dovrebbero esser pericoli, tanti funghi ne sono ricchi, ma se queste tossine resistono alla cottura ed il pericolo diventa solo l'accumulo nel tempo nel nostro organismo, occorrerà forse trovare chi vuole fare la cavia a fini scientifici e noi saremmo grati a loro!
    Dante

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  5. Di nuovo una bella scheda su un fungo che amo molto. Boletus badius (così l'ho conosciuto negli anni '80, e ancora non mi sono aggiornata...). Grazie Stefano. Il fungo lo adoro perché in Toscana non ho molti competitors, solo in pochi lo apprezzano. Diventando verde alla manipolazione e al taglio ne spaventa tanti (grazie al cielo). Io mi diverto un sacco perché è sempre i gran compagnia... Sono rimasta bambina... amo la quantità!
    Ciao ai miei cari amici Stefano, Dante, Lucio (+ Luciano)

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