lunedì 28 settembre 2015

Leucocoprinus birnbaumii

Leucocoprinus birnbaumii (Corda) Singer o Leucocoprinus flos-sulfuris (Schnizl.) Cejp


Giallino, esile e… inaspettato!


Questo funghetto solitamente si presenta così, come una sorpresa, nei vasi delle nostre piante d'appartamento. 

E lo stupore aumenta quando scopriamo che l'inquilino arriva da lontano, molto lontano!

Questo funghetto saprobico fino a qualche anno fa non esisteva dalle nostre parti, poi, con l’impiego e l’acquisto di essenze provenienti da aree extreuropee, ecco l’alieno presentarsi nelle serre e nelle case.

Come detto, ha un esile portamento e un cappello con margine striato che non supera i 5-6 cm di diametro. 
Ovale nelle fasi iniziali di crescita, successivamente diviene conico, campanulato, infine disteso con l’apice appianato. 

La cuticula è asciutta, finemente granulosa-squamosa, di un colore giallo più o meno accentuato.

Le lamelle sono libere al gambo, concolori allo stesso e al cappello. Il gambo sottile, che talvolta s’innalza fino a 10 cm, ha la base leggermente bulbosa e presenta in alto un anellino spesso fugace. Anche la carne è giallastra e di poco spessore.

Può crescere durante tutto l’anno, solo od in gruppo, in giardini, serre o vasi ricchi di humus.

Nell’insieme ricorda la miniatura di un Coprinus comatus completamente giallo, ma le spore del Leucocoprinus sono bianche (leuco = bianco + coprinus = dalle spore bianche) a differenza di quelle nere del comatus.

Una curiosità sui nomi della specie: una volta chiamata Lepiota lutea, Leucocoprinus birnbaumi deve il nome all’ispettore Birnbaum di Praga, dove nel suo giardino il micologo cecoslovacco August Corda raccolse e studiò diversi esemplari nel 1839. 

Il sinonimo flos-sulfuris rimanda invece al ricordo di un fiore color zolfo.


Questo fungo è ormai entrato di diritto nell'elenco delle specie europee e se vi capita di vedere questo esempio di globalizzazione micologica crescere nei vostri vasi, lasciatelo dov’è: vi regalerà un tocco di colore molto cool…ma non mangiatelo!

* Tutte le immagini sono liberamente tratte da : wikipedia.org
Stefano Balestreri


Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2015. settembre).Leucocoprinus birnbaumii. Estratto da AppuntidiMicologia ©

http://www.appuntidimicologia.com/2015/09/leucocoprinus-birnbaumii.html





lunedì 21 settembre 2015

Sarcodon imbricatus

                                 Sarcodon Imbricatus              © D. Dal Fante

Ancora un basidiomicete dotato di denti, non per difendersi ma, come tutte le idnacee, per riprodursi.

Il cappello di questo fungo è caratteristicamente decorato da squame o, meglio, da tegole di color brunastro.

Imbricatus, infatti, rimanda agli embrici, tipi di tegole in laterizio, quindi… ricoperto da tegole.

Essendo un’idnacea l’imenio è formato da idni inizialmente grigiastri, poi bruni. Indicativo il significato del nome derivante dal greco “sarx, sarkós” carne e da “odón” dente: con gli aculei carnosi.

                                        Idni                  © D. Dal Fante
Il gambo è corto in proporzione al cappello, la carne alla sezione è biancastra. 
Cresce in boschi di abete rosso in estate e in autunno.

Commestibile, aromatico, ma da utilizzare esclusivamente essiccato e ridotto in polvere, come aromatizzante per condire sughi, minestre o risotti. 
Proprio per questa sua caratteristica e perché il suo odore richiama quello del dado per brodo, viene chiamato anche ‘fungo dado’.

                        Decorazione a embrici         © S. Balestreri
Anche se scadente da fresco, è preferibile utilizzarlo quando è giovane, mentre è vivamente sconsigliato il consumo degli esemplari vecchi. 

Se impiegato nel misto, usatene poco: questo fungo si farà sentire, affossando tutti gli altri aromi. 

Stefano Balestreri


Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2015. Settembre).Sarcodon imbricatus. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2015/09/sarcodon-imbricatus.html

lunedì 14 settembre 2015

Boletus fragrans

Boletus fragrans Vittadini 

                 Boletus fragrans         © Enzo Ferri
Che gli odori siano caratteristiche determinanti nei funghi, anche se talvolta soggettive, lo sappiamo per certo. La fragranza di questo fungo deve aver colpito in modo particolare il grande micologo lombardo Carlo Vittadini quando lo trovò, lo studiò ed in seguito lo "schedò" con il nome ancora attuale di Boletus fragrans.

Questo fungo rientra nella sezione Fragrantes dei Boleti.
                  Boletus fragrans         © Enzo Ferri
Il cappello, bruno opaco fino al bruno rossastro, è inizialmente emisferico, poi convesso, infine pulvinato-appianato, con superficie asciutta finemente vellutata, irregolare, quasi “ammaccata”; può arrivare fino a 15 cm di diametro.
L’imenio è composto da tubuli corti, sottili e liberi, di color giallo pallido, poi giallo dorato e infine giallo-verde nei vecchi esemplari. I pori sono fini, dello stesso colore, in seguito color ruggine; al tocco virano al verde-azzurro, come i tubuli.

Il gambo (5x15cm) è sodo ed ha la caratteristica distintiva di avere la base attenuata (fusoide). Alla sezione risulta pieno. Alla sommità è di colore giallo, mentre verso la base è bruno-olivaceo-rossastro. Al tocco vira al verde-azzurro. È privo di reticolo.

                  Boletus fragrans     © Enzo Ferri
Anche la carne è soda, bianco-giallastra, verde-azzurro al taglio, in maniera più evidente nel cappello. L’odore è fruttato nel fungo fresco, poi fungino ed intenso da essiccato. Commestibile, ha un sapore gradevole.  

È presente in boschi di latifoglie (Quercus suber, Q. pubescens, Q. cerris, Q. ilex), in località calde e asciutte, dall’estate all’autunno, con crescita anche subcespitosa.


Ad onore di questo fungo, del suo “scopritore”, ma anche di chi tutti i giorni si occupa di micologia, riporto un interessante estratto dal sito degli amici del Gruppo Micologico di Monza “G. Vittadini”:

“…la moderna bibliografia micologica riporta che in Italia questo boleto cresce prevalentemente nelle zone calde centro-meridionali e insulari. I ritrovamenti fatti nel Parco di Monza rivestono una grande importanza perché, questa specie, ricompare, dopo oltre 160 anni, nelle zone dove il suo scopritore lo aveva ritrovato per la prima volta. Il medico e micologo Carlo Vittadini pubblica nel 1835 i “Funghi mangerecci più comuni d’Italia” e in una descrizione in latino, completata da un eccellente disegno, descrive, dettagliatamente un fungo che dice aver trovato “....nei boschi di quercia del milanese....” e lo chiama Boletus fragrans.

Un particolare per noi importante: il Vittadini lo dedica “a Sua Altezza Imperiale e Reale il Serenissimo Arciduca Rainieri” che in quel periodo governava in Italia per conto degli Austriaci e dimorava proprio nel Parco e Villa Reale di Monza; ci piace quindi pensare che i “boschi di quercia del milanese” potrebbero anche essere quelli dove noi del Gruppo Micologico ”C Vittadini”- Monza, abbiamo ritrovato e raccolto questo magnifico boleto.

*Un grazie particolare a Enzo Ferri per le immagini.
Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2015. Settembre).Boletus fragrans. Estratto da AppuntidiMicologia ©

http://www.appuntidimicologia.com/2015/09/boletus-fragrans.html




lunedì 7 settembre 2015

Corso di aggiornamento per Micologi

“IL MICOLOGO DURANTE LA SUA PREVALENTE ATTIVITA’: LA CERNITA ISPETTIVA; APPROFONDIMENTO SISTEMATICO E PRATICO-ISPETTIVO DEI GENERI LACTARIUS E LACTIFLUUS” 

Dal 12 AL 16 OTTOBRE 2015 

Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica Villa Umbra – Pila, Perugia


L’esigenza primaria del Micologo, formato ai sensi del D.M. 686/96, è quella di potersi esercitare continuamente nell’attività di cernita (ai fini della formulazione di un giudizio di commestibilità) e di determinazione del materiale fungino che si trova di fronte. Non per tutti è possibile mantenere l’allenamento e studiare molti funghi sia dal punto di vista quantitativo che della variabilità specifica. E’ per questo che si è pensato ad un evento formativo che abbia come attività principale lo studio e la determinazione del materiale fresco. Di grande valore didattico rappresenta l’uscita guidata, in presenza di Docenti che aiuteranno ad associare le specie fungine trovate con l’habitat di crescita a loro congeniale. Ad integrazione di tutto questo sono previste lezioni frontali finalizzate allo studio sistematico ed ispettivo dei generi Lactarius e Lactifluus e all’approfondimento delle normative che regolano la certificazione dei funghi freschi destinati al commercio al dettaglio. 

DOCENTI
MARIA TERESA BASSO – Membro permanente del Comitato Scientifico A.M.B. 
ROBERTO PARA – Responsabile Scientifico C.A.M.M. 

DURATA E ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO
Il corso è articolato su 5 giornate tra attività teoriche, pratiche ed escursioni guidate per un totale di 32 ore di formazione. Le attività pratiche di determinazione guidata e cernita ispettiva verranno realizzate in sottogruppi da massimo 15 persone; ciascun gruppo verrà condotto da un docente.

Ore complessive: 32 

DESTINATARI 
Il corso è destinato a Micologi formati ai sensi del D.M. 686/96 o, in ogni caso, a persone che abbiano delle solide conoscenze di base della micologia.

Crediti ECM 
Il corso fornirà 32 crediti ECM al personale medico-sanitario che, oltre al requisito di presenza, supererà il test ECM finale. 

Sede del corso 
Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica – Villa Umbra, Loc. Pila – Perugia 

RESPONSABILITA’ DIDATTICA ED ORGANIZZATIVA 
Responsabile Scientifico: Andrea Arcangeli – Micologo ASL Umbria 1 Tel. 348-2892849 arcazico@libero.it 
Coordinamento didattico organizzativo: Veruska Subicini – Responsabile Sezione Sanità, prodotti e metodologie innovative Consorzio Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica Tel. 075 5159700  veruska.subicini@villaumbra.gov.it 
Segreteria organizzativa: Laura Manfroni – Collaboratore Amministrativo Consorzio Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica Tel. 075 5159754 laura.manfroni@villaumbra.gov.it

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