lunedì 21 settembre 2015

Sarcodon imbricatus

                                 Sarcodon Imbricatus              © D. Dal Fante

Ancora un basidiomicete dotato di denti, non per difendersi ma, come tutte le idnacee, per riprodursi.

Il cappello di questo fungo è caratteristicamente decorato da squame o, meglio, da tegole di color brunastro.

Imbricatus, infatti, rimanda agli embrici, tipi di tegole in laterizio, quindi… ricoperto da tegole.

Essendo un’idnacea l’imenio è formato da idni inizialmente grigiastri, poi bruni. Indicativo il significato del nome derivante dal greco “sarx, sarkós” carne e da “odón” dente: con gli aculei carnosi.

                                        Idni                  © D. Dal Fante
Il gambo è corto in proporzione al cappello, la carne alla sezione è biancastra. 
Cresce in boschi di abete rosso in estate e in autunno.

Commestibile, aromatico, ma da utilizzare esclusivamente essiccato e ridotto in polvere, come aromatizzante per condire sughi, minestre o risotti. 
Proprio per questa sua caratteristica e perché il suo odore richiama quello del dado per brodo, viene chiamato anche ‘fungo dado’.

                        Decorazione a embrici         © S. Balestreri
Anche se scadente da fresco, è preferibile utilizzarlo quando è giovane, mentre è vivamente sconsigliato il consumo degli esemplari vecchi. 

Se impiegato nel misto, usatene poco: questo fungo si farà sentire, affossando tutti gli altri aromi. 

Stefano Balestreri


Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2015. Settembre).Sarcodon imbricatus. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2015/09/sarcodon-imbricatus.html

1 commento:

  1. .... che sia il fungo che ha ispirato i costruttori edili sin dall'antichità per la realizzazione di coperture dei tetti con lastre di pietra disposte come tegole, dette anche piode o embrici ?
    (da cui imbricatus come embrici).

    Matteo

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