mercoledì 25 novembre 2015

Hydnellum peckii


                                 Hydnellum peckii                  © Jaroslaw Maly'
Un pasticcino, un dolcetto con gocce di sciroppo alla ciliegia rinvenibile nei boschi di conifere dall’estate all’autunno.

Questa è la  prima impressione quando lo si trova in età giovanile, perché poi, con l’invecchiamento, la sua bellezza decade fino a sembrare un pezzo di corteccia bruna e legnosa.

                   Hydnellum peckii    © Jaroslaw Maly'
Strano nella sua conformazione, simile ad un tronco di cono, questo fungo carnoso è presente in Europa ed in Nord America. 

Durante la crescita tende ad inglobare quel che trova: fili d’erba, aghi di pino e pigne…
L’epiteto Hydnellum rimanda ancora una volta agli idni presenti sull’imenio, che ne caratterizzano le specie.

Nel caso del peckii questi risultano biancastri e fragili per poi imbrunire ed indurire con l’età. La carne fin dall’inizio è coriacea, di color rosso ruggine scuro e, all’assaggio, il suo sapore è sgradevole, come pure quello delle goccioline rosse di essudato presenti sul fungo.

Oltre che per l’aspetto, questo fungo stupisce anche per le sostanze che contiene. Infatti in esso sono stati individuati anticoagulanti simili all’eparina, ma ancor più interessante è la presenza di una sostanza capace di inibire alcuni enzimi responsabili della complessa patologia del morbo di Alzheimer.

      Hydnellum caeruleum    © Dario Dal Fante

H. peckii potrebbe essere in futuro un importante alleato per la cura di questa tremenda malattia.

Un’altra sua peculiarità sta nel fatto che può essere utilizzato come colorante per fibre e tessuti naturali. 

Nel genere Hydnellum sono presenti altre specie molto belle, in particolare ricordo H. ferrugineum, H. aurantiacum e H. caeruleum dal colore molto intenso.  

Stefano Balestreri


Cita questa pagina:
Balestreri S. (2015 Novembre) Hydnellum peckii. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2015/hydnellum-peckii.html
                                                                        


                      

5 commenti:

  1. Volfango Gualandi25 novembre 2015 23:33

    Ciao Stefano,
    bellissima la foto dell'Hydnellum peckii e veramente straordinarie le sue proprietà medicinali. Se confermate e se risultasse possibile un giorno coltivarlo e quindi sfruttarne adeguatamente i principi attivi, sarebbe un salto di qualità veramente determinante nella cura delle demenza senile. E chissà che non si riesca poi, una volta stabilite le strutture chimiche, anche a sintetizzare una o più molecole fra le più importanti ai fini di quella cura. Ma qui dovrebbe agire al più presto - visti i tempi ed i protocolli della sperimentazione clinica - l'industria farmaceutica.
    Chissà; speriamo comunque.
    Cordiali saluti,
    Renzo

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  2. Guglielmo Bissaro26 novembre 2015 09:05

    Caro Stefano , Ti voglio ringraziare per le sempre belle e preziose foto e ancor di più per le attente spiegazioni che inducono il lettore ad essere sempre un fedele fruitore del Tuo sapere. grazie . Guglielmo

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    1. Grazie Guglielmo per i complimenti. Per le foto farò giungere i tuoi apprezzamenti agli autori.
      Ciao
      Stefano

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  3. Non conoscevo questo bellissimo "pasticcino" ed averlo incontrato sulle pagine di "Appunti di Micologia" ha consentito di migliorare ed approfondire le mie conoscenze micologiche. Grazie, Stefano, per le sempre attente e chiare spiegazioni e per le bellissime immagini per le quali desidero congratularmi con gli autori.

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