giovedì 24 dicembre 2015

Auguri



© Angelo Balduzzi

Non ti auguro un dono qualsiasi,
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.

Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.

Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.

Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.

Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perchè te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.

Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.

Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.

Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.

Ti auguro tempo anche per perdonare.

Ti auguro di avere tempo,
tempo per la Vita.

Con questa stupenda poesia di Elli Michler auguro a me stesso ed a tutti Voi un sereno Natale ed un intenso 2016.


Ci “vediamo” lunedì 11 Gennaio 2016.

Stefano Balestreri

domenica 13 dicembre 2015

Che fungo è?

 
Che fungo è?
Da tempo frequento i vari social nei diversi gruppi di micologia su Facebook e Google+ e spesso vedo fotografie di funghi veramente interessanti, una più bella dell'altra. In questi gruppi di condivisione si discute e si chiede di determinare il fungo fotografato.

Spesso, purtroppo, ho notato che molte immagini non hanno le caratteristiche sufficienti per giungere ad una determinazione dei funghi ritratti.
A volte le fotografie sono di grande valore estetico, bellissime, ma prive di quei requisiti che permettono l’identificazione dei soggetti presentati, mentre in altre occasioni le immagini, esteticamente meno valide, riprese magari con uno smartphone, senza cura, portano naturalmente a futili ed infruttuose discussioni.

A questi casi aggiungo gli amici e i conoscenti che hanno trovato un fungo e mi inviano la foto per mail con la fatidica domanda: - Che fungo è?

Per i motivi detti sopra, purtroppo non sempre riesco ad inserirmi nelle discussioni per dire la mia o a soddisfare la curiosità degli amici con una determinazione certa.

                                       Russula aurea Persoon                          ©   N. Oppicelli
Ecco perché mi permetto di condividere alcune linee guida con tutti coloro che desiderano arrivare ad una più facile e corretta identificazione del proprio ritrovamento e con chi vuole approfondire le proprie conoscenze, anche se non sono l’unico a sostenere che con le sole immagini non c’è certezza al 100%.
Partiamo dalle immagini fotografiche.

1) Riprendere:
- la parte superiore del cappello;
- la parte inferiore del cappello (imenio: lamelle, tubuli, pori, idni ecc);
- il gambo, preferibilmente intero, con la base;
- se possibile, una sezione longitudinale per vedere la carne del fungo e l’innesto nell’imenio;
- il fungo nella sua interezza;
- il colore della sporata (spore in massa).

Particolare - Cortinarius caligatus Malençon   © N. Oppicelli
Se si ha la fortuna di rinvenire più esemplari, è importante ritrarli nelle diverse fasi di crescita, da quando fanno capolino a molto maturi.

2) Inoltre occorre prestare attenzione a questi particolari:
- le immagini siano scattate preferibilmente sul luogo di ritrovamento (habitat), ma se ciò non fosse possibile, è utile utilizzare uno sfondo neutro;
- i colori dell'immagine dovrebbero rispecchiare i colori reali alla luce del giorno, quindi occhio al bilanciamento del bianco;
- le foto non siano troppo scure o sovraesposte (evitando l’uso del flash);
- il soggetto sia chiaramente visibile: in primo piano evitare la presenza di foglie, fili d’erba, rami ed altro che possono nascondere alcuni dei suoi caratteri.

3) Alle immagini aggiungere sempre una semplice descrizione. Se si ha già un'idea di quale specie può essere, scrivere:
- il nome (scientifico e comune);
- una descrizione delle caratteristiche riscontrate;
- eventuali fonti utilizzate per l'identificazione (libri / siti web).
 
                   Boletus erythropus   Persoon        ©   N. Oppicelli
4) Nella descrizione sono da aggiungere i caratteri soggettivi o quelli che non è possibile riscontrare dall’immagine:
- profumo;
- sapore (dolce, amaro, piccante, ecc. Non è dannoso masticarne un pezzettino per una decina di secondi, ma occorre SEMPRE sputare il tutto, senza ingoiare!!!);
- i veri colori (se i colori dell'immagine si discostano dai colori reali);
- eventuale variazione della colorazione del cappello, gambo, imenio, contesto (l'operazione potrebbe richiedere tempo per alcune specie, in quanto possono variare la colorazione lentamente);
- il substrato di rinvenimento (terreno, pacciamatura, legname, tronchi, animali morti, ecc);
- habitat (specie di alberi più vicini, tipo di boschi, praterie calcaree, palude, terreno asciutto/ umido,  ecc);
- quota;
- posizione (località).

Quanto proposto fin qui è un semplice metodo, certamente un po’ più impegnativo di “una foto veloce e via”, ma che può dare, con un po’ di paziente e graduale allenamento, notevoli soddisfazioni. Dopo qualche mese, l’interesse per lo studio e il riconoscimento dei funghi sarà facilitato e si potranno postare sui social fotografie e informazioni che renderanno piacevoli e fruttuose le discussioni per la loro determinazione.

N.B.
In questo post non ho mai parlato di commestibilità dei soggetti fotografati, perché non la definisco mai, se non ho i funghi tra le mani!

*Uno speciale ringraziamento a Nicolò Oppicelli per le immagini.

Stefano Balestreri



Cita questa pagina:
Balestreri S.. (2015 Dicembre) Che fungo è?. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2015/che-fungo-è.html



domenica 6 dicembre 2015

Conoscere i funghi velenosi...

... e i loro sosia commestibili



Un titolo perfetto per questo divulgativo  di Italo Milanesi  edito dall'Associazione Micologica Bresadola, che affronta in modo semplice e completo l'argomento che per primo deve interessare i cercatori di funghi, per prevenire le intossicazioni: conoscere i funghi velenosi e i loro sosia commestibili.

Divulgativo, però, fino a un certo punto, poichè tratta anche di micotossicologia con ben 34 sindromi descritte e per ciascuna sono indicate le specie tossiche responsabili, quelle con esse confondibili e le principali differenze morfologiche utili alla loro determinazione.

Per ogni sindrome sono descritti i principi tossici, il meccanismo tossicologico, la sintomatologia, la diagnosi, la terapia e le prognosi e utili indicazioni di prevenzione.
In totale 192 pagine riccamente illustrate con oltre 180 foto a colori di medio e grande formato.

E' interessante anche il prezzo di vendita “politico” molto contenuto, per cui diventa il regalo perfetto di Natale per chi vuole avvicinarsi al fantastico mondo della micologia.
Prezzi di cessione al pubblico: Soci A.M.B. 20 € + spese di spedizione – Non soci A.M.B. 25 € + spese di spedizione.

Tutte le informazioni qui: www.ambbresadola.org

Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri S.. (2015 Dicembre) Conoscere i funghi velenosi... Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2015/conoscere-i-funghi-velenosi.html

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