giovedì 21 aprile 2016

Pleurotus opuntiae

Pleurotus opuntiae (Durieu & Lévillé) Saccardo

Approfitto ancora una volta di una bella "Riflessione Micologica" dell'amico Angelo Miceli su un interessante ritrovamento nella terra di Sicilia.



La nostra bella isola di Sicilia, ricoperta da boschi e circondata dal mare, offre, per i numerosi appassionati di micologia, grazie alla varietà delle essenze arboree ed arbustive che ne ricoprono tanto il territorio collinare e montano quanto quello che si estende in prossimità del litorale marittimo, tantissimi spunti per avvicinarsi allo studio di specie fungine di difficile ritrovamento che, grazie alle loro diverse forme nutrizionali, si legano alla vegetazione dell’isola.

In questa nostra nuova “Riflessione Micologica”, prendendo spunto da un recente ritrovamento, intendiamo occuparci di una specie di difficile reperimento, legata in rapporto di saprofitismo con una pianta con crescita tipica sul territorio siciliano nota come “Ficodindia” e dal cui nome scientifico: “Opuntiae ficus-indica” deriva la denominazione del macromicete di cui intendiamo occuparci: Pleurotus opuntiae.

Nella sistematica micologica trova posto nel Genere Pleurotus, Famiglia Pleurotaceae, Ordine Agaricales, Classe Basidiomycetes.

Al genere appartengono funghi dal portamento “pleurotoide”, ovvero caratterizzati da cappello con depressione centrale tendente all’imbutiforme, da lamelle lungamente decorrenti, gambo laterale o eccentrico e crescita spesso cespitosa.

Sono funghi carnosi ed omogenei, con cappello asciutto, lamelle bianche, gambo eccentrico, laterale, mai centrale. Appartengono, per la colorazione delle spore bianco-biancastro-crema, al gruppo dei funghi Leucosporei.

Si tratta di specie tipicamente saprofite, privilegiando la loro crescita sulle parti morte di varie essenze arboree o su residui marcescenti di ombrellifere (vasta e caratteristica famiglia di piante Dicotiledoni con fiori disposti in ombrelle semplici o più spesso composte che prende il nome dalla forma dell'infiorescenza); - o, come nel caso specifico, con Cactaceae - con crescita singola o, come per alcune specie, in forma fascicolato-connata.

Al Genere appartengono specie di buona qualità ed apprezzate in cucina; alcune di queste, come ad esempio Pleurotus eryngii e Pleurotus ostreatus, si prestano alla coltivazione in serra occupando il terzo posto, per quantità prodotte, a livello mondiale, dopo Agaricus bisporus e Lentinula edodes.


            Opuntia ficus-indica     ©  S. Balestreri
Cappello: nelle varie fasi di accrescimento si presenta inizialmente leggermente convesso per appianarsi in una fase successiva, assumendo, a maturità, una forma concava. Nell’aspetto generale si manifesta conchiforme, flabelliforme, con orlo involuto negli esemplari giovani, lobato in quelli maturi. Superficie inizialmente di colore bianco-candido, con tendenza a scurirsi verso la maturità assumendo colorazioni crema-biancastro o grigio-giallastro; si presenta opaca, leggermente corrugata e tomentosa, decorata da piccole squame distribuite irregolarmente, concolori o fulvastre, poco evidenti.

Lamelle: sottili, strette, tipicamente decorrenti, intervallate da lamellule, anostomosate in prossimità del gambo. Inizialmente di colore bianco tendenti al biancastro-crema verso la maturazione del carpoforo. Orlo prima intero, poi leggermente ondulato.

Gambo: assente o appena accennato, in posizione eccentrico-laterale, cilindrico, pieno, tenace, fibroso, tomentoso, con feltro miceliare bianco alla base.

Carne: tenera nella fase iniziale di crescita, poi fibrosa, tenace. Colore bianco, sapore gradevole.

Habitat: dalla primavera all’estate, raramente anche in autunno, in forma singola o cespitosa. Si associa, come saprofita, ad Opuntia ficus-indica (ficodindia) trovando habitat ideale sui tronchi o sui cladodi (pale: parti del fusto del ficodindia di forma appiattita che, unite tra di loro, formano delle ramificazioni) morti della pianta. In letteratura sono segnalati ritrovamenti associati anche a Yucca, Agave, Dracena e Cactaceae varie.


Commestibilità: Commestibile da giovane, coriaceo e poco gustoso a maturazione:
“buono e delicato a mangiarsi senza pericolo di veneficio raccolto allo stato giovane, mentre divenuto adulto, acquistando proprietà coriacea, prestasi male alla cottura e perde il gusto che gli è proprio” (G. Inzenza – 1865)

Sinonimi:  
Agaricus opuntiae Durieu & Lév., (1850); Dendrosarcus opuntiae (Durieu & Lév.) Kuntze, (1898); Panellus opuntiae (Durieu & Lév.) Z.S. Bi, (1987); Pleurotus ostreatus subsp. opuntiae (Durieu & Lév.) A. Ortega & Vizoso, (1992)

Nomi dialettali: funcia di ficudinnia (Sicilia).

Ritrovamenti recenti: primavera 2015 - Santa Maria di Salina (Isole Eolie – Messina) su resti secchi di Opuntia ficus-indica, ad opera del micologo messinese Franco Mondello.

Curiosità: Opuntia ficus-indica (L.) Mill. (1768), comunemente nota come ficodindia, appartiene alla Famiglia delle Cactaceae, è una pianta succulenta, arborescente, originaria del Messico. Fu importata in Europa dagli esploratori della spedizione di Cristoforo Colombo. Si è particolarmente diffusa in Sicilia dove viene coltivata in maniera intensiva ed è considerata un elemento caratteristico e decorativo del paesaggio.

Angelo Miceli

Cita questa pagina:
Miceli A.. (2016 Aprile) Pleurotus opuntae. Estratto da AppuntidiMicologia ©

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