lunedì 10 ottobre 2016

Exobasidium rhododendri

Condivido un articolo dell’amico micologo Nicolò Oppicelli che ci riporta alle piacevoli escursioni estive in quota, dove è possibile incontrare questo interessante fungo. 
Oltre alla descrizione del fungo e del suo esclusivo habitat, l’autore ci regala un’interessante curiosità. 

                                          Exobasidium rhododendri                     Foto Nicolò Oppicelli

Estate. Passeggiate in alta montagna: alte vette, ghiacciai, abetaie, marmotte, cervi… e rododendri. Questi ultimi sono un simbolo della flora ad alta quota: il Rhododendron ferrugineum, con i suoi colori rossi e rosati, ravviva i tornanti dei sentieri che si inerpicano sui pendii più o meno ripidi. 
Ma se il periodo è poco piovoso e i prataioli, le vesce o altri piccole specie sono assenti, dove osserviamo qualche curioso fungo?  Proprio sul rododendro. 

Si, avete capito bene: esiste un fungo che nasce sopra le piante di rododendro! Si chiama Exobasidium rhododendri, un nome difficile da pronunciare, che da oggi chiameremo “galla del rododendro”. 

Nella forma e nei colori ricorda un fiore oppure un nido d’insetti, oltre che una spugna dai colori accattivanti o una piccola pesca per le tonalità giallo rosate. Questa meraviglia è... un fungo parassita del rododendro, soprattutto della specie citata. Attacca la parte inferiore delle foglie formando delle escrescenze, chiamate per l’appunto galle, dapprima gialle, giallo-verdastre, poi rosa e infine rosse. 
       Exobasidium rhododendri      foto S. Balestreri
Queste escrescenze gibbose, che sono il fungo stesso, hanno una forma più o meno ovoidale, una consistenza spugnosa e sono croccanti, se le rompiamo con le dita, ma morbide all’interno, dove contengono una sostanza similgelatinosa giallo-rosata. Di solito compaiono a estate inoltrata o all’inizio dell’autunno e possono essere grandi da 2 a 5 centimetri di diametro. 

Nonostante il suo aspetto invogli all’assaggio, perché ricorda qualche attraente frutto di bosco, si tratta di un fungo che, a livello puramente gastronomico, non ha alcun valore e quindi viene ignorato, ma è usato per preparare il cosiddetto “olio di marmotta”, che si ottiene facendolo macerare in olio per un paio di settimane. Considerato dagli abitanti d’alta montagna un efficace rimedio contro i problemi articolari e per favorire la cicatrizzazione delle ferite, quest’olio ha un nome che nulla c’entra con il grazioso mammifero d’alta montagna. “Olio di marmotta” deriva, infatti, da marmottier, nome francese del Prunus brigantina, un cespuglio tipico dei passi alpini che separano la Francia dal Piemonte e che produce prugne gialle non commestibili. 
Exobasidium rhododendri   S. Balestreri

Dai noccioli di queste prugne si ricavava per l’appunto un olio molto pregiato nel quale si facevano macerare le galle dell’ Exobasidium rhododendri. Per ottenere l’olio di marmotta, nelle zone in cui il Prunus brigantina non cresce, si usava e si usa tuttora del normale olio d’oliva, ma il nome del preparato, purtroppo, ha messo in grossi guai il simpatico roditore d’alta quota, cacciato e ucciso per il suo grasso da chi cadeva nell’equivoco creato dalla definizione. Esistono tuttora dei preparati erboristici che dichiarano di contenere olio di marmotta: alcuni fanno riferimento in etichetta proprio al grasso dell’animale, altri alla galla del rododendro e/o al Prunus brigantina. Quindi, se vogliamo curarci uno strappo, scegliamo il prodotto a base di funghi... non della povera marmotta!


Infine un accenno a questo curioso genere: esiste in Italia anche l’ Exobasidium vaccinii, una sorta di “malattia” che causa alle piante di mirtillo pigmentazioni rossastre sulle foglie verdi, che a volte evolvono in piccole gallette giallastre. Inoltre, stando agli ultimi studi compiuti dai micologi giapponesi Zhen Ying Li e Guo, che negli ultimi anni hanno differenziato diverse specie di Exobasidium proprio in relazione al rododendro e ad altre piante della micoflora siberiana, questo genere annovera attualmente una trentina di entità descritte e differenti fra loro.

Nicolò Oppicelli

Cita questa pagina:
Oppicelli N. (2016 Ottobre) Exobasidium rododendri.. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2016/10/exobasidium-rododendri.html

4 commenti:

  1. Stupendo .... l'avevo sempre ritenuto un nido di insetti, come la galla provocata dalla Mikiola fagi, un piccolo dittero che si riproduce sulle foglie del faggio.
    C'è sempre qualcosa da imparare...!

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  2. Un doppio grazie a Stefano e Nicolò per questo interessante articolo e per le bellissime foto a corredo. Complimenti

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