lunedì 14 novembre 2016

Pulchroboletus roseoalbidus

Apprezzo ogni giorno l’opportunità di poter avere contatti a distanza con appassionati di micologia. È il caso di Angelo Miceli che dalla bella Sicilia mi coinvolge informandomi sui suoi studi e ritrovamenti. Un vero e proprio “ponte“ virtuale con i funghi dell’Isola grazie alle sue “Riflessioni micologiche”. Recentemente avevo pubblicato per intero il suo ritrovamento e studio di Amanita ponderosa, questa volta tocca ad un’interessante Boletacea. Eccone un estratto essenziale per comprendere la specie

Pulchroboletus roseoalbidus (Alessio & Littini) Gelardi, Vizzini & Simonini (2014)

                   Pulchroboletus roseoalbidus         Foto F. Mondello
L’esame generale dei carpofori, limitato alla sola osservazione delle caratteristiche morfo cromatiche esterne, in particolare il colore del cappello bianco-rosato, comune a diverse specie, lasciano facilmente dedurre una notevole similarità con altre boletaceae quali Xerocomus armeniacus, Xerocomus persicolor e Xerocomus rubellus, tutte appartenenti al Genere Xerocomus nel quale il “Nostro Protagonista”, a seguito del suo primo ritrovamento, veniva inserito per essere spostato, successivamente, prima nel Genere Boletus e poi nel Genere Pulchroboletus.

Si tratta di una specie poco descritta in letteratura e della quale sono segnalati pochi ritrovamenti: il primo nel 1986 in Gallura (Sardegna) ad opera di Giuseppe Littini con successiva descrizione; nel 1987, da parte dello stesso e di Carlo Luciano Alessio; in tale occasione gli veniva attribuita la denominazione di Xerocomus roseoalbidus (Cfr. R. Galli - 2013), ed inserita, appunto, nel Genere Xerocomus. Successivamente, a seguito di recenti studi di natura morfologica ed in conseguenza di appurate correlazioni filogenetiche, condotti dai micologi Gelardi, Simonini e Vizzini, è stata riposizionata, nell’anno 2014, nel Genere Pulchroboletus, appositamente creato per ospitare la nuova specie che, tra l’altro, al momento attuale, è l’unica a farne parte. La sua posizione sistematica, in senso ascendente, la vuole inserita nella Famiglia Boletaceae, Ordine Boletales, Classe Basidiomycetes.

Pulchroboletus : dal latino pulchro = bello e boletus = bel boleto e roseoalbidus: dal latino roseus = roseo e albus = bianco – bianco rosato, con espresso riferimento ai colori del cappello
Pulchroboletus roseoalbidus         Foto F. Mondello
Cappello: di piccole-medie dimensioni, inizialmente emisferico, poi convesso-appianato con piccola depressione imbutiforme centrale; margine leggermente involuto con andamento irregolarmente sinuoso. Cuticola asciutta, rosata con zone biancastre, tendenti al crema-rosato.

Imenoforo: costituito da tubuli lunghi che si poggiano sul gambo in maniera adnata fino a leggermente decorrente, si presenta con colori tipicamente giallastri tendenti al giallo-verdastro. I pori, inizialmente piccoli, si allargano, con il progredire della maturità, assumendo un aspetto angoloso; di colore inizialmente giallo tendono, poi, al giallo-verdastro; alla digito pressione virano leggermente al blu-nerastro.

Gambo: tozzo, cilindrico, sinuoso, allargato all’apice, fusiforme alla base, pieno, duro alla digito pressione, fibrilloso e coriaceo, leggermente costolato nella zona superiore e punteggiato-pruinoso in quella mediana ed inferiore; spesso attaccato con il gambo di carpofori vicini. Prevalentemente di colore giallastro con toni rosso-brunastri alla base, blu-nerastri al tocco.

Carne: inizialmente soda e compatta, poi, verso la maturazione, molle, crema-giallognola con toni rosati nella zona immediatamente sottostante la cuticola e in quella soprastante i tubuli; giallo-crema nel gambo con viraggio irregolare verso il grigio-bluastro.

Habitat: cresce, tipicamente, in simbiosi con latifoglie, specialmente querce (Quercus cerris, Q. pubescens, Q. suber) o castagni (Castanea sativa), si presenta singolo o cespitoso, unito per la base con quella di altri carpofori. Molto raro, pochi sono i ritrovamenti segnalati e limitati ad alcune regioni d’Italia.

Angelo Miceli

Cita questa pagina:
Balestreri S.. (2016 Novembre) Pulchroboletus roseoalbidus.. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2016/11/pulchroboletus-albus.html










5 commenti:

  1. Grazie, Stefano, per le gradite parole usate per presentare questa mia "Riflessione Micologica", è sempre un piacere vedere che i miei lavori a tema micologico trovano spazio nel tuo interessante blog. Ciò mi gratifica e mi spinge ad approfondire sempre più le mie conoscenze in materia. Un abbraccio affettuoso

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  2. Questa volta , dalla Sicilia, giungono notizie importanti!
    E' un appassionato micologo, Angelo Miceli che ci racconta di questo raro fungo ... Pulchroboletus roseoalbus (o roseoalbidus ?).
    In micologia ci sono sempre belle novità!
    E' grazie a Voi che si diffonde questa sublime e comune passione...!
    Grazie.
    Dante

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  3. Grazie, Dante per il tuo gradito commento.
    Dalle ricerche da me effettuate risulta che il nome corretto è roseoalbidus. Se ti fa piacere puoi leggere la versione integrale dell'articolo collegandoti al seguente link:
    http://www.adset.it/articoli/angelo-miceli/409-pulchroboletus-roseoalbidus-alessio-littini-gelardi-vizzini-simonini

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  4. Grazie gent.mo sig. Angelo per la precisazione sull'esatto nome della specie e grazie per il link che mi ha permesso di leggere l'intero suo articolo a riguardo...!
    Cordiali saluti
    Dante Rocconi - Monza

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  5. Grazie per le vostre "attenzioni" ;-)
    Ho posto rimedio all'errore nel titolo e sotto le foto.
    E pensare che il Dante mi aveva fatto notare timidamente che forse qualcosa non andava nel nome. Poi la mia memoria ha fatto il resto...e non ho più verificato.
    Bene, ne sono certo: posso contare veramente su molte "attenzioni".
    Ciao
    Stefano

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